OSSERVARE # 2
Saper osservare è l’incontro tra ciò che vediamo, conoscenza e riflessione.
L’autunno incalza, la pioggia gonfia i terreni che cominciano a tossire pozzanghere d’acqua qui e la.
Le piante, durante il periodo autunnale, assorbono maggiori quantitativi d’acqua, la luce solare è più debole e l’attività biologica delle piante erbacee è rallentata. Il risultato, prima delle gelate, è una minor concentrazione di zuccheri e minerali nella linfa degli organismi vegetali. E gli animali sanno bene questo.
Ieri, mi trovavo in uno dei nostri campi dove produciamo ortaggi in campo aperto e serra. Una serie di orme “digestive” mi hanno portato verso una delle serre, dove con sorpresa mi son trovato davanti a due simpatici asinelli, fuggiti dal terreno del vicino dopo giorni di interminabile pioggia e capitati non per caso in una serra calda e secca .
Dopo qualche carezza e grattata d’orecchie mi son fermato ad osservare.
La madre, in fase di allattamento “debilitante”, con una pazienza e calma impressionanti, ha cominciato (o forse continuato) ad estrarre dal suolo secco e compatto, lunghi rizomi coriacei (fusti sotterranei) di gramigna (cynodon dactylon) per poi masticarli con gran gusto, ripetendo la stessa azione innumerevoli volte.
Perché nonostante l’abbondanza di piante succose, verdi e visivamente appetitose nei dintorni, l’asina ha scelto un alimento apparentemente povero di nutrienti, secco e duro?
Sin dal tempo dei greci il rizoma di gramigna veniva considerato un importantissimo remineralizzante per il fisico.
Un corpo demineralizzato non ha la capacità di creare la risposta immunitaria necessaria a scongiurare e/o prevenire patologie, che in combinazione con il freddo invernale diventano un pericolo da non sottovalutare. Il mondo ci parla, apriamo gli occhi.

